Il vento che salvò la Costa Concordia: la traiettoria della Costa Concordia dopo l’urto
La tragedia della Costa Concordia del 13 gennaio 2012 è stata analizzata per anni sotto ogni aspetto: decisioni di comando, errori umani, procedure di sicurezza.
C’è però un elemento della dinamica dell’incidente che viene raccontato molto meno, ma che per chi conosce il mare è sorprendente: il ruolo del vento nella traiettoria finale della nave.
Dopo l’urto contro gli scogli delle Le Scole, la traiettoria della Costa Concordia avrebbe potuto facilmente portare la nave al largo, dove il fondale scende rapidamente oltre i cento metri di profondità.
Invece la nave tornò verso la costa dell’Isola del Giglio e si incagliò davanti al porto.
Un evento che molti navigatori definiscono ancora oggi una circostanza quasi miracolosa.
La traiettoria della Costa Concordia dopo l’impatto

Alle 21:45 circa, la Concordia colpì uno scoglio delle Scole che aprì nello scafo uno squarcio lungo oltre 35 metri sul lato sinistro.
Subito dopo l’impatto la nave:
-
perse progressivamente potenza
-
iniziò ad allagarsi
-
continuò a muoversi per inerzia
Il tracciato AIS mostra chiaramente che nei minuti successivi la nave proseguì verso nord, cioè verso il largo.
Una nave da crociera lunga quasi 300 metri e con oltre 114.000 tonnellate di dislocamento non si ferma immediatamente: anche senza propulsione può continuare a muoversi per oltre un miglio.
In quel momento la Concordia sembrava destinata ad allontanarsi dall’isola.
La traiettoria inattesa della Costa Concordia

Dopo alcuni minuti accadde però qualcosa di sorprendente.
La prua iniziò lentamente a ruotare in senso orario e la nave cominciò a dirigersi nuovamente verso l’isola del Giglio.
La traiettoria della Concordia disegnò così una sorta di grande curva a “S”:
-
avvicinamento alla costa
-
urto con lo scoglio
-
uscita verso il largo
-
rotazione e ritorno verso l’isola
Questa dinamica è stata spiegata con diversi fattori:
-
perdita progressiva di controllo della nave
-
allagamento di alcuni compartimenti
-
tentativi di manovra dalla plancia
Ma c’è anche un altro elemento spesso sottovalutato: il vento.
Il vento da nord-nord-est
I dati meteorologici registrati quella sera indicano che nella zona del Giglio soffiava un vento da nord – nord-est.
Questo significa che il vento proveniva dal largo verso la costa meridionale dell’isola.
In condizioni normali una nave da crociera è poco influenzata dal vento, perché il peso e la propulsione dominano la dinamica.
Ma dopo l’impatto la Concordia era diventata una nave:
-
con propulsione compromessa
-
con velocità in diminuzione
-
con enorme superficie esposta all’aria
Una nave da crociera possiede infatti una superficie laterale gigantesca: ponti, sovrastrutture e cabine formano una vera e propria parete di acciaio e vetro alta oltre 50 metri.
In quelle condizioni la nave può comportarsi quasi come una vela gigantesca.
La deriva provocata dal vento
Quando una nave perde potenza e governo, il vento può produrre una deriva laterale significativa.
Anche un vento moderato può spostare lentamente una nave molto grande se questa:
-
ha scarsa velocità
-
non ha propulsione efficace
-
presenta grande superficie laterale.
È molto probabile che il vento da NNE abbia contribuito a spingere la traiettoria della Costa Concordia verso sud e verso la costa del Giglio, proprio mentre la nave perdeva progressivamente controllo.
Questa spinta, combinata con l’inerzia e con le manovre tentate dalla plancia, potrebbe aver favorito la rotazione della nave verso l’isola.
L’incaglio che evitò una tragedia ancora più grande

Alla fine la Concordia si fermò davanti al porto del Giglio, vicino a Punta Gabbianara, dove il fondale era relativamente basso.
Questo incaglio fu decisivo.
Se la nave fosse rimasta al largo, si sarebbe trovata in acque profonde oltre 100 metri.
In quella situazione la nave avrebbe potuto:
-
affondare completamente
-
capovolgersi in mare aperto
-
rendere l’evacuazione molto più difficile.
L’incaglio invece permise a migliaia di persone di raggiungere rapidamente la costa o le imbarcazioni di soccorso.
Una circostanza che molti navigatori chiamano “miracolo”
Chi va per mare sa bene che piccoli fattori possono cambiare completamente l’esito di un evento.
Nel caso della Concordia la combinazione di:
-
posizione della nave
-
fondale vicino alla costa
-
perdita progressiva di governo
-
vento che soffiava verso l’isola
portò la nave proprio dove poteva essere evacuata.
Se il vento quella sera avesse soffiato nella direzione opposta, la Concordia avrebbe potuto continuare la sua corsa verso il largo.
E forse la storia di quella notte sarebbe stata ancora più drammatica.
Se ti appassionano curiosità e argomenti riguardanti il mare seguici anche sulle nostre pagine Social



