Il 4 settembre 2026 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione destinata a riaprire un tema che riguarda contemporaneamente geografia, matematica, cartografia e navigazione: come rappresentare correttamente la superficie terrestre su una mappa piana?
Con 164 voti favorevoli, un contrario e 6 astensioni, la risoluzione A/80/L.104, “Correct the Map: Rebalancing Global Cartographic Representation and Promoting Equitable Representation of the World’s Regions, Particularly Africa”, promuove l’impiego di rappresentazioni cartografiche capaci di conservare più fedelmente le proporzioni delle superfici terrestri, indicando Equal Earth e, più in generale, le proiezioni equivalenti (equal-area) tra le soluzioni utilizzabili.
La notizia è stata spesso sintetizzata come la decisione dell’ONU di “abbandonare la mappa di Mercatore”.
Dal punto di vista tecnico, però, la questione è più complessa e molto più interessante.
La proiezione di Mercatore non è infatti una mappa “sbagliata”. È una rappresentazione costruita per conservare determinate proprietà geometriche, che comportano inevitabilmente altre deformazioni (approfondimento: distorsione della carta di mercatore). E proprio le caratteristiche che la rendono poco adatta a confrontare visivamente le superfici dei continenti sono quelle che hanno contribuito a renderla straordinariamente importante nella storia della navigazione.
Per chi naviga, possiede già una patente nautica o si sta preparando a conseguirla, il dibattito internazionale offre quindi l’occasione per comprendere meglio cosa sia realmente una carta geografica e perché la proiezione di Mercatore continui ad avere un ruolo fondamentale nella cartografia nautica e nel carteggio.
L’ONU non ha abolito la proiezione di Mercatore
Partiamo da una precisazione fondamentale.
La risoluzione approvata dall’Assemblea Generale non vieta la proiezione di Mercatore, non impone Equal Earth come unica proiezione universale e non modifica le pratiche cartografiche utilizzate per la navigazione.
Il tema riguarda principalmente l’opportunità di utilizzare rappresentazioni che mantengano correttamente le proporzioni delle superfici quando lo scopo della carta è mostrare il mondo nel suo complesso: ad esempio in ambito educativo, informativo, statistico e divulgativo.
È una distinzione essenziale.
Non esiste infatti una proiezione cartografica universalmente “corretta” per ogni applicazione.
Esistono proiezioni differenti, progettate per conservare determinate proprietà e quindi più adatte a determinati utilizzi.
Per comprenderne il motivo dobbiamo partire dal problema fondamentale della cartografia.
Perché tutte le mappe del mondo sono inevitabilmente deformate
La Terra è un corpo tridimensionale. Per molte spiegazioni intuitive possiamo approssimarla a una sfera, mentre in geodesia vengono utilizzati modelli più accurati, come gli ellissoidi di riferimento.
Una carta geografica è invece una superficie bidimensionale.
Trasferire una superficie curva su un piano senza introdurre alcuna deformazione è matematicamente impossibile.
Ogni proiezione cartografica deve quindi necessariamente sacrificare o alterare una o più proprietà geometriche, tra cui: superficie, forma, distanza, direzione e angoli.
La proiezione di Mercatore: una carta che ha cambiato la navigazione
La proiezione di Mercatore fu presentata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardus Mercator.
La sua caratteristica fondamentale consiste nell’essere una proiezione conforme.
Una proiezione conforme conserva localmente gli angoli. In termini semplificati, le direzioni possono essere trattate sulla carta mantenendo le relazioni angolari locali esistenti sulla superficie terrestre.
Questa proprietà produce una conseguenza di enorme importanza per la navigazione.
La lossodromia diventa una linea retta
Una lossodromia è una linea che interseca tutti i meridiani mantenendo un angolo costante.
In termini nautici significa poter seguire una rotta mantenendo una direzione costante rispetto al Nord, ferme restando le correzioni necessarie nella navigazione reale.
Su una carta in proiezione di Mercatore, la lossodromia viene rappresentata mediante una linea retta.
Per un navigante questa caratteristica è estremamente utile: consente di tracciare una rotta sulla carta e determinarne l’angolo rispetto ai meridiani.
È difficile, oggi, percepire fino in fondo quanto questa caratteristica sia stata importante nella storia della navigazione.
Ma il vantaggio matematico ha inevitabilmente un prezzo.
Il limite di Mercatore: le superfici vengono deformate con l’aumentare della latitudine
La proiezione di Mercatore conserva gli angoli, non le aree.
La scala aumenta progressivamente procedendo dall’Equatore verso i poli.
Nel modello sferico, il fattore di scala lineare della proiezione di Mercatore può essere espresso come:
k = sec φ = 1 / cos φ
dove φ rappresenta la latitudine.
La deformazione delle superfici cresce ancora più rapidamente, essendo proporzionale al quadrato del fattore lineare:
k² = sec² φ
Questo significa che la distorsione è relativamente contenuta vicino all’Equatore e diventa progressivamente maggiore alle alte latitudini.
A 60° di latitudine, per esempio, il fattore di scala lineare è 2: le dimensioni lineari risultano raddoppiate rispetto alla scala equatoriale e le aree vengono amplificate di un fattore 4.
Procedendo ulteriormente verso i poli la deformazione aumenta rapidamente e tende matematicamente all’infinito in corrispondenza dei 90°.
È per questo che i poli geografici non possono essere rappresentati nella normale proiezione di Mercatore.
Equal Earth: rappresentare correttamente le proporzioni delle superfici
La Equal Earth projection è molto più recente.
È stata sviluppata nel 2018 dai cartografi Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny ed è una proiezione pseudocilindrica equivalente destinata alla rappresentazione dell’intero pianeta.
La parola fondamentale è equivalente, in inglese equal-area.
Una proiezione equivalente mantiene costante il rapporto tra le aree rappresentate sulla carta e le corrispondenti aree sulla superficie terrestre.
In termini intuitivi, significa che se un territorio possiede una superficie reale doppia rispetto a un altro, sulla carta occuperà una superficie doppia.
È precisamente la proprietà che Mercatore non conserva.
Equal Earth è stata inoltre progettata cercando di ottenere forme dei continenti facilmente riconoscibili e un aspetto complessivo equilibrato.
Ma anche Equal Earth presenta delle deformazioni.
Non elimina il problema matematico: sceglie semplicemente di preservare una proprietà differente.
Equal Earth è quindi più corretta di Mercatore?
La risposta scientificamente rigorosa è: dipende da cosa vogliamo rappresentare.
Se dobbiamo confrontare le dimensioni di Africa, Europa, Groenlandia, Russia o America del Sud, una proiezione equivalente come Equal Earth è più appropriata perché mantiene correttamente le proporzioni delle superfici.
Se dobbiamo invece lavorare con proprietà angolari e con le esigenze proprie della navigazione, la conformità della proiezione di Mercatore offre vantaggi che Equal Earth non possiede.
La conclusione cartografica è quindi molto diversa dall’idea semplicistica di una “vecchia mappa sbagliata” sostituita da una “nuova mappa corretta”.
Mercatore ed Equal Earth risolvono problemi differenti.
Perché la patente nautica continua a utilizzare la proiezione di Mercatore e come ci si prepara al carteggio
La proiezione di Mercatore continua a essere fondamentale nella navigazione perché è conforme, quindi preserva localmente gli angoli, e rappresenta una rotta lossodromica come una linea retta. Questa proprietà consente di lavorare in modo efficace con direzioni, rotte, coordinate, rilevamenti e distanze: esattamente le grandezze che un navigante deve saper interpretare sulla carta nautica. La deformazione delle superfici, che rende Mercatore meno adatta a rappresentare correttamente le dimensioni relative dei continenti, non costituisce quindi un limite per il suo impiego nautico: è il risultato del compromesso matematico che permette di conservare proprietà particolarmente utili alla navigazione.
Per questo il carteggio è parte integrante della preparazione alla patente nautica, sia entro 12 miglia sia senza limiti dalla costa. Il candidato deve imparare a utilizzare concretamente la carta, lavorando su latitudine e longitudine, individuazione dei punti, rotte, distanze, tempi, velocità, consumi e interpretazione delle informazioni cartografiche. La preparazione non consiste quindi nel semplice apprendimento dei QUIZ: richiede di comprendere il metodo e saper applicare formule, squadrette e compasso agli esercizi proposti.
Il livello di difficoltà cambia però tra le due abilitazioni. Per la patente nautica entro 12 miglia dalla costa il carteggio riguarda le competenze fondamentali necessarie a leggere la carta e risolvere problemi di navigazione di base; per la patente nautica senza limiti dalla costa gli esercizi diventano più articolati e introducono anche variabili che modificano la traiettoria reale dell’imbarcazione, come deriva dovuta alla corrente, scarroccio dovuto al vento, declinazione, deviazione della bussola, tabelle di compensazione e correzioni di rotta e prora. Si tratta quindi di due livelli progressivi della stessa competenza: trasformare la geometria rappresentata sulla carta in una rotta concretamente utilizzabile in mare.
Fonti e approfondimenti
United Nations – General Assembly, Correct the Map: Rebalancing Global Cartographic Representation and Promoting Equitable Representation of the World’s Regions, Particularly Africa, risoluzione A/80/L.104, settembre 2026.
United Nations – General Assembly, 114th Plenary Meeting, 80th Session, 4 settembre 2026. Verbale della seduta, dichiarazioni degli Stati ed esito della votazione.
Šavrič B., Patterson T., Jenny B., The Equal Earth map projection, International Journal of Geographical Information Science, Vol. 33, Issue 3, pp. 454–465.



